Puntata sette …L’energia pulita dal sole e dalla terra anche a Follonica.

L’obiettivo dei prossimi 5 anni sarà quello di rendere Follonica sempre più efficiente e indipendente dal punto di vista energetico.

Per fare questo si deve fare un piano energetico per tracciare un punto zero da cui partire per abbattere gli sprechi e creare nuova energia rinnovabile. Mi diceva un geologo che nel nostro territorio non è mai stata fatta una seria mappatura dei pozzi per verificare le temperature dell’acquifero follonichese che dovrebbero attestarsi intorno a 22 gradi ( sei gradi in più della temperatura media esterna) . Senza entrare in tecnicismi, perché non è la mia materia,  tale mappatura permetterebbe di sfruttare questo “serbatoio termico” che, attraverso pompe di calore,  potrà dare agli edifici fresco d’estate e caldo d’inverno. Un tale studio permetterebbe infatti di sviluppare una fonte rinnovabile di energia e di far risparmiare molti soldi in condizionatori e riscaldamenti a Follonica. L’altro pilastro sarà il risparmio energetico associato all’energia solare. Tutto questo si inserisce in quell’idea di città smart (intelligente) che dovrà tracciare il sentiero di Follonica verso il domani e di cui parlerò ancora a lungo. E per incentivare questo, se sarò Sindaco, ci metterò davvero tutte le mie energie (non rinnovabili, purtroppo).

Insomma,  afferreremo terra e sole per farne energia perché Follonica sia riconosciuta come una vera città smart e green.

Ps: “Habemus slogan! ” : Sarà “E’ tutta un’altra storia” e quella del post si chiamerà  “è tutta un’altra … energia”.

pps: ho materialmente (se non ci sarà un furto stanotte) raggiunto quota 60 firme e sono ufficialmente “candidato”.

Ma questa “è tutta un’altra storia” …

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De Luca: “Non inceneriranno le nostre idee”

A differenza di altri, ritengo che proprio in presenza di pareri tecnici – di cui ho massimo rispetto – il politico e la politica non debba ritirarsi in omertoso silenzio, ma debba spiccare nella sua attività di lettura delle prospettive e comprensione delle problematiche per raggiungere il massimo benessere dei cittadini. Fatemi essere chiaro: nel mio sogno di Follonica e sviluppo del territorio non c’è spazio per una pratica obsoleta e inquinante come l’incenerimento. Le alternative, senza scomodare i filosofi, si costruiscono, non si danno in natura, nè arrivano con l’attesa inerte e passiva: il tempo è un signore distratto, diceva De Andrè, non il risolutore dei problemi. Anzi, il tempo spesso li aggrava, li rende difficilmente risolvibili. Cosa serve? Serve la volontà politica, serve l’informazione ai cittadini, serve, cosa più importante, la loro collaborazione attiva a risolvere insieme il problema, “per sortirne insieme”. Quello che io (e per io intendo l’insieme delle giovani anime che mi sostiene) sostengo da tempo è la creazione di un polo del riciclaggio come a Vedelago (Tv), anzi più grande e più moderno di Vedelago. Un polo verde, dove i rifiuti sono una materia prima e non materiale da incenerire. Dove dai rifiuti si possa ridistribuire ricchezza, ridurre le tariffe, generare occupazione, creare nuove aziende che li lavorino, che li distribuiscano, che li esportino. Sostengo (si legga noi) da tempo che il Comune debba inoltre estendere, in tutti gli appalti pubblici, criteri verdi di scelta dei materiali, tenendo conto del loro ciclo di vita e della loro durevolezza. Sostengo da tempo (si legga noi) che bisogna ridurre i rifiuti prodotti, gli imballaggi di plastica, con accordi concertati tra comuni e distribuzione. Sostengo da tempo (si legga noi) che serve un forte impulso verso l’efficienza energetica degli edifici e l’uso del fotovoltaico, non tanto e non solo per ridurre i livelli di inquinamento, ma anche come risparmio monetario per i miei concittadini, soprattutto oggi che la crisi è diventata pesante. Nel suo giuramento Obama ha detto: “imbriglieremo il sole e i venti per farne energia”, ed oggi sta predisponendo un New Deal verde come prospettiva dominante dello sviluppo economico americano. E’ ora che ci muoviamo anche noi in questa direzione, senza indugi e tentennamenti. Io (si legga noi) faremo la nostra parte, rumorosa se necessaria, ma non inceneriranno le nostre idee.

LA CONCRETEZZA FOTOVOLTAICA (ovvero come generare ricchezza dal sole)

sole

Sullo sfondo del mio Mac leggo 15 Gennaio 2009. Meno 1 mese alle primarie. Come un mantra per me, mi accingo a scrivere le mie povere riflessioni. In anticipo sull’argomento, ringrazio alcuni amici per le loro puntualizzazioni sulla puntata precedente: la loro lettura attenta e puntuale mi rallegra. Nella giornata di oggi mi sono venuti alcuni scrupoli di concretezza, che – qui di seguito – cercherò di offrire alla vostra attenzione. La domanda che mi sono posto è la seguente: dato che il bilancio annuale del Comune è limitato, come si può intervenire “concretamente” per liberare risorse? Here comes the sun. Guardando in alto si scopre la via. Una via rinnovabile, almeno per le prossime generazioni, ricchezza per gli operatori turistici d’estate, piacere per i vacanzieri, ma ancora non sfruttata in termini economici. Il sole. Se il Comune diventasse “produttore”, attraverso la gestione unitaria di una società “in house” o (sogno mio) privata ad azionariato diffuso (ognuno degli utenti compra una o più azioni), si renderebbe il Comune di Follonica più ricco e più pulito, più etico e più responsabile. Tutto ciò naturalmente mediante una gestione trasparente (o accountable Governance come direbbe il mio amico Vatiero), per evitare che diventi il solito carrozzone affetto da una schiera di assunzioni clientelari e nepotistiche. Con il conto energia riceviamo gli incentivi statali per i parchi fotovoltaici a terra e sui tetti dei capannoni (vedi zona industrale). Ci sono esempi virtuosi in molti comuni italiani. L’altra via per liberare risorse si nasconde dietro la parola “efficienza energetica”. Per fare questo ci sono delle società che si chiamano ESCO Energy service companies, che si occupano, con il metodo dell’affidamento a terzi, di fare risparmiare al comune energia, mediante la predisposizione di un piano di risparmio. L’operazione di affidamento alla società è a costo zero: infatti la società recupererà l’investimento soltanto con una parte del costo dell’energia fatto risparmiare al Comune. Solo liberando risorse si fanno le politiche sociali, si riparano strade e marciapiedi, si investe in cultura e turismo. Spero di aver colmato, anche se in parte, i miei scrupoli di concretezza. Alla prossima puntata. Francesco