#quarantaduevirgolaventi

Oggi all’una , di ritorno da un’udienza a Grosseto, ho incontrato, insieme ad altri due candidati,  i commercianti del Mercato Coperto. Devo dire a malincuore che anche qui la situazione è molto, molto lamentosa. Tra le cose che venivano richieste c’erano anche  le detrazioni in tariffa del servizio non effettuato da Sei Toscana e dato in carica dai commercianti ad altre ditte private di smaltimento. Insomma, se è il servizio che si deve pagare, non possiamo calcolare a loro anche quello che non viene fatto dal gestore dei rifiuti.  Un altro elemento collegato ala TARES , di cui vorrei si parlasse di più in questa campagna, e che fu oggetto di quella precedente (almeno da parte mia) è la raccolta differenziata: i dati del comune di Follonica dal 2009 al 2014 sono quasi identici : si va dal 40,21% di inizio legislatura al 40,20 % di oggi. Questo è lo specchio – e lo dico a malincuore –  della troppo superficiale attenzione di questi anni al problema dei rifiuti. E non possiamo neanche cullarci sulla scandalosa media provinciale del 28,00 % perché ci si deve confrontare con le realtà virtuose, non con quelle pessime. Quindi , un’altra “prima cosa” che farò da Sindaco sarà portare la raccolta a Follonica all’80% entro metà mandato. Ma per far questo si deve finalizzare gli sforzi e creare un impianto dentro il Comune o in zona limitrofa a servizio del territorio del nord grossetano che si occupi della gestione e della valorizzazione della raccolta differenziata. E che dia anche un po’ di lavoro, che ce n’è tanto bisogno, mettendoci d’accordo con l’area vasta e cercando un interlocutore che ci aiuti a fare presto questa sintesi.

Senza più trovarci, come spesso accade in queste faccende legate ai rifiuti, a rimbalzare da un ufficio all’atro, da una competenza all’altra, un po’ come faceva Bud Spencer in “Banana Joe” per ottenere la licenza a vendere le banane.

diario di bordo : giorno 0 (prequel)

Come nel 2009 voglio provare a condividere una serie di riflessioni legate a questo periodo pre-primarie. Sgombro il campo. Io mi candido per vincere, non  per partecipare.  Credo che il progetto politico che pubblicheremo a breve in un programma possa avere l’ambizione di cambiare davvero il volto di Follonica nei prossimi cinque anni.  Mi candido, ma voglio chiarire una cosa: questa non sarà una corsa contro qualcuno, ma per qualcosa. Vorrei cioè che chi va a votare alle primarie del 9 marzo non partecipasse alla giuria di un concorso di bellezza o di abilità politiche decennali,  ma che invece valutasse con intelligenza e sapienza quello che si scrive in un progetto di cambiamento e quanto entusiasmo ci viene messo per raggiungerlo , il cambiamento. Va cioè ribaltata la città con forze nuove, senza dire male di nessuno, ma dicendo bene di Follonica. Si deve fare però una lotta leale , buona, giusta, senza tatticismi: perché il futuro della mia generazione e delle persone che aspettano di vedere una Follonica che riparte, non può essere certamente sacrificata a giochi politici da quattro soldi.  Si deve parlare di temi appunto; e il punto di cambiamento  va dalla difesa dell’ambiente alla smart city, dal wi-fi libero al porta a porta spinto. Dal nuovo piano per la mobilità, alla riconversione energeticamente efficiente del patrimonio edilizio. Dai talent garden per giovani imprenditori al nuovo piano strutturale. Dal futuro piano delle alienazioni al nuovo quartiere verde. Da un piano per favorire il lavoro dei giovani residenti disoccupati, alla lotta contro l’inceneritore. E ancora : che si fa dell’ippodromo nuovo? E della colonia?  Ecco vorrei che ci si confrontasse con “il sorriso sulle labbra” direbbe Renzi su questi temi e che poi vinca davvero il migliore.

E’ forse questa un’utopia?

Cattivi compagni e buone proposte

Da un po’ di tempo ho deciso di fregarmene di quei falsi amici (e compagni) che perdono gran parte del loro tempo ad azionare la macchinetta del fango dopo la mia disponibilità a farmi avanti alla prossime primarie comunali. Primo perché di queste persone  – il cui unico scopo nella vita (da una quarantina d’anni circa) è quello di screditare i propri compagni per ottenere chi sa quale supremazia nel partito e nelle sue scelte  – non me ne importa assolutamente niente. Secondo perché , se vogliamo passare dalla protesta alla proposta, si devono iniziare a studiare le storture che generano le cattive scelte politiche e – di conseguenza – cercare di proporre alternative virtuose. Ecco perché più che di quel compagno che passa il suo tempo a gettare discredito verso chi si impegna, preferisco interessarmi delle cose che creano un valore aggiunto al mio comune e al mondo in cui vivo.

Per chi ne avesse interesse,  quindi, sottopongo alla vostra attenzione questo studio (condotto dai bravi “Comuni Virtuosi) dove si fanno proposte per aumentare il CAC (contributo ambientale) e la quota che il CONAI (consorzio di filiera) destina annualmente ai comuni per la raccolta differenziata degli imballaggi. Anche in questo campo, siamo, come era prevedibile viste le scarse percentuali di R.D, il fanalino di coda d’Europa. La Germania, per fare un  esempio, in media chiede ai produttori di imballaggi (plastiche varie , tretrapack , carta e cartone) un contributo ambientale 10 volte maggiore (160 €/t per l’Italia contro i 1200 €/t per la Germania) ; in Francia per esempio il 93% delle entrate dei consorzi di filiera viene ridistribuito ai comuni per organizzare un’efficiente sistema di raccolta differenziata, mentre in italia degli oltre 800 milioni di entrate CONAI viene ridistribuito ai comuni appena il 37% (circa 290 milioni) .

E la storia che il contributo ambientale incide sui prezzi al consumo è falsa. In Germania i prezzi sono più bassi che in Italia nonostante il contributo ambientale sia infinitamente più alto.
Cosa possiamo fare?
Possiamo farci parte attiva e diligente (insieme agli altri comuni della petizione) per  rivedere le condizioni del nuovo accordo ANCI – CONAI (in scadenza) in modo da allineare le contribuzioni ai comuni per le raccolte differenziate alla media europea.

http://www.comunivirtuosi.org/video/progetti/petizioni/accordo-anci-conai-riscriviamolo-insieme-da-protagonisti

Diossine e Furani

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Ancora una volta (a malincuore)  una storia di diossina sul nostro territorio. E poi è   brutto dire ve lo avevamo detto. E mi riferisco allo sforamento all’inceneritore di Scarlino  di diossine e furani di ben 5 volte i limiti di legge.

Tempo fa abbiamo presentato una mozione consiliare (vedi qui)   per attivare l’inchiesta pubblica per l’accesso alle informazioni e la partecipazione dei cittadini e un’altra  (vedi qui) per  dare incarico ai nostri avvocati di impugnare la nuova autorizzazione concessa dalla Provincia,  a seguito del supposto venir meno del diritto ad un ambiente salubre, come prescrive l’Europa. Vedi qui  a proposito di “democrazia ambientale” .

Questa direttiva Europea, che ha recepito la Convenzione di Aahrus,  individua infatti tre pilastri fondamentali: l’informazione dei cittadini, la partecipazione diffusa del territorio ai processi decisionali (non solo per gli esperti) e l’accesso facile e poco costoso alla giustizia amministrativa per le opere che hanno effetti e ricadute sensibili sull’ecosistema ambientale. Una cosa così semplice che anche un bambino la capirebbe. Un bambino, appunto, ma non la pletora di enti locali, uffici ambientali, dirigenti ASL, dirigenti ARPAT, funzionari, sub funzionari, giudici di TAR , consiglieri di stato che si occupano di conferenze dei servizi  e procedimenti giurisdizionali in questa materia.

L’altro aspetto è la recente risoluzione del Parlamento Europeo (2012) che invece obbliga la Commisione a legiferare sul divieto di incenerimento di tutti quei rifiuti che posso essere recuperati e riciclati. Sullo stesso argomento e sull’esigenza di avviare un “nuovo modello di sviluppo” abbiamo presentato un’altra mozione (clicca qui  accanto per leggerla   Documento:Mozione incenerimento1.DOC)   ben due anni prima della risoluzione summennzionata, mentre il documento del Partito Democratico di Follonica che ho contribuito a scrivere (insieme ad altri validissimi amici e compagni di viaggio di allora) è di 4 anni prima (2008). Eccolo qui , dopo cinque anni,  in tutta la sua bellezza e attualità.

Insomma se si fosse seguita la scia delle deliberazioni europee e del loro – troppe volte tardivo – recepimento nel pletorico diritto italiano, oggi saremmo qui a raccontare un’altra storia. Magari una storia di creazione di lavoro e nuova impresa nel settore del riciclaggio e della valorizzazione delle materie prime seconde. Invece dobbiamo raccontarci ancora di “Diossine e Furani” . E chissà per quanto tempo ancora …

Amicus Prodi, sed magis amica civitas …

Mi interessa Prodi, ma ma qui volevo parlare di idee. Senza idee non si va avanti e gli orizzonti scompaiono. Volevo parlare di partecipazione, perché si delega sempre tutto, salvo poi lamentarci che le cose non vanno, che le strade sono piene di buche, che i negozi chiudono, che i giovani non hanno lavoro, che i giovani professionisti non sono tutelati, che le case costano troppo, che si fa poca promozione del nostro territorio, che le opere andavano pensate diversamente. Tempo fa ho scritto un appello ai giovani follonichesi, uscito sulla stampa locale(qui). Premetto che non è mia intenzione tirare orecchie all’amministrazione, al Sindaco, ai consiglieri o alla macchina comunale, contrariamente ad alcuni gruppi che legittimamente si stanno muovendo in città. Ma , come ho sottolineato nell’appello , che allego qui sotto, l’idea è quella di passare dalla protesta alla proposta, coinvolgendo più persone possibile nell’avventura di riscrittura di un alfabeto per la città per chi la abiterà nei prossimi anni. Quindi più che criticare qualcuno vi invito a scrivere una lettera per migliorare follonica e la qualità della vita dei follonichesi nei prossimi anni. Prometto di impegnarmi personalmente per diffondere e difendere questa nuova grammatica nelle sedi politiche, se sarò ancora consigliere, perché si possa cambiare e , soprattutto, sognare insieme il cambiamento tanto aspettato e mai veramente arrivato.

Lascio il mio indirizzo qui sotto e aspetto vostri suggerimenti. A volte bastano 5 minuti per cambiare qualcosa.

granpa79@gmail.com

https://www.facebook.com/granpa790

UN FOGLIO BIANCO PER RISCRIVERE FOLLONICA

APPELLO PER NON LASCIARE MORIRE LA NOSTRA CITTA’

Butto giù un piccolo programma politico per dare una prima spinta a certa inerzia che vedo tutt’attorno a me; non vuole essere certo un programma scalfito nella pietra, ma un sentiero da esplorare per mettere le ali ad una città che sta lentamente spirando. Credo che la passione politica ci debba unire e non dividere, che le nostre appartenenze partitiche o a-partitiche possano per il momento sospendersi davanti alla caduta quotidiana della città in cui abbiamo scelto di abitare. E resistere significa impegnarsi e progettare un territorio migliore e più bello. Percorrendo molte volte via Bicocchi e il centro ho visto i numerosi cartelli “affittasi”, relitti di attività economiche ormai morte. Così come la scarsa manutenzione delle strade e dei marciapiedi, così come la scarsa illuminazione di molte zone. E poi le poche piste ciclabili e la massa di SUV che quotidianamente tagliano il centro cittadino, rendendolo in tutto simile ad una tangenziale o a un far west.
E poi la scarsa valorizzazione dei giovani, molti dei quali professionisti qualificati, che fuggono ogni giorno all’estero per ritornare solo nelle feste comandate; Follonica è ormai un paese invecchiato che ha sempre meno servizi, un sistema di degenza e di cure per anziani non autosufficienti spesso inadeguato e non in grado di rispondere alle necessità delle tante famiglie, ma soprattutto un tessuto sociale sfilacciato, non solidale e sempre più solo.
I pochi giovani in età scolare che rimangono sul territorio non hanno invece spazi comuni dove trovarsi, eleborare cultura, giocare, suonare e incontrarsi, al di là dei soliti locali.
E poi c’è il drammatico problema della disoccupazione sul territorio: basta andare negli uffici provinciali del lavoro per capire quante persone stanno cercando e quante invece poche sono le domande che possone essere evase, al di là delle brevi e mal pagate o , peggio ancora, nero-pagate esperienze stagionali.
E infine c’è il problema della gestione dei rifiuti, che se solo si trasformasse in un asse produttivo (e non distruttivo) potrebbe diventare una risorsa occupazionale per il territorio.

Insomma usciamo dal silenzio e dalla pigrizia e riscriviamo un progetto che rivoluzioni questa città. Basta poco.
Lo dobbiamo ai nostri simili e a chi verrà.

Un abbraccio.

Francesco De Luca
(Consigliere Comunale a Follonica) .

A come Ambiente :

Individuare un gestore che si occupi di dividere in modo efficiente le tipologie dei rifiuti (carta, vetro, plastica, alluminio, così da rivenderli ai consorzi CONAI di filiera in modo da favorire un piano di abbattimento delle tariffe sui rifiuti e da rendere l’incenerimento una pratica preistorica (come vuole l’Europa).
Aumentare la raccolta differenziata fino a livelli prossimi all’85% su tutto il territorio Comunale. (in provincia di Grosseto siamo tristemente al 30% mentre a Follonica abbondantemente sopra il 50%)
Incentivare e valorizzare le fontane e le case dell’acqua in modo da ridurre drasticamente l’acquisto di acqua in bottiglia.
Aumentare la pubblicità sui monitoraggi e le analisi dell’acqua corrente, in modo da abbattere i pregiudizi dei cittadini e renderli più sicuri.
Chiedere alla Regione Toscana di stanziare adeguati finanziamenti per la bonifica della piana di Scarlino dall’arsenico, con tempi certi e un programma dei lavori di bonifica conoscibile dai cittadini.

Esempi:

C come Commercio e attività produttive
E’ necessaria e non più procrastinabile la creazione di una Consulta Unica per il Commercio, che rappresenti tutte associazioni di commercianti Follonichesi per categoria. L’associazione dovrà prendere decisioni sulle politiche economiche da praticare per rendere più competitive e appetibili, soprattutto nel settore turistico, le varie attività artigianali locali. Tale consulta, oltre a prendere decisioni unitarie, diventerebbe l’interlocutore privilegiato del Comune di Follonica e di altri enti, per la negoziazione di mutui, per la creazioni di centrali di acquisto comuni o per dare vita a consorzi per potenziare la pubblicità dei prodotti artigianali fuori dagli usuali mercati del territori, in particolare nei mercati europei.
Si dovranno organizzare risorse europee al fine di aumentare i momenti espositivi dei propri prodotti tipici , in particolare nel settore agroalimentare, nei palcoscenici europei partendo dalle città che già intrattengono rapporti con Follonica. In questo il Comune potrà rendersi parte diligente per facilitare i contatti per l’organizzazione di degustazioni e eventi promozional sottoscrivendo patti di amicizia mirati allo svolgimento di queste manifestazioni tra partner.

Esempi :

Ma anche …C come Cultura
La cultura e le politiche culturali che la favoriscono vengono spesso percepite dai cittadini come un monopolio dell’amministrazione comunale. Al contrario, la cultura può facilmnete partire dal basso . Un esempio, in piccolo, è stato il Piccolo Cineclub Tirreno, che da una semplice idea di un gruppo di giovani si è lentamente trasformato un laboratorio culturale frequentato da moltissime persone. Il Cineclub non solo svolge un ruolo educativo, organizzando proiezioni ed eventi con le scuole dell’infanzia o mostra opere d’arte che spesso il cicuito dominante dei maxi cinema snobba completamente, ma è diventato addirittura una risorsa in termini economici per l’amministrazione comunale .

La pinacoteca dovrà diventare sede di mostre e esibizioni di artisti importanti, trasformando l’idea della consumazione passiva dell’opera esposta, con il coinvolgimento del visitatore in un percorso interattivo con l’opera d’arte: degustazioni, percorsi musicali, ecc …

Il nuovo teatro nell’area ex -ILVA appena realizzato dovrà essere gestito (o più semplicemnte dato in gestione mediante gara) in modo da realizzare non solo produzioni di nicchia, ma , al contrario, favorendo quelle produzioni che possano rendere sostenibile economicamente la gestione stessa e , al contempo, stimolando la partecipazione dei cittadini agli eventi culturali della città. Un asse importante della gestione dovrà essere altresì rappresentato dalla promozione della stagione e dell’opera teatrale mediante un accordo regionale.

Dare in gestione l’area polivalente della fonderia Leopolda perchè venga realizzato un cinema nel centro della città , in modo da rendere viva l’area ex – Ilva e da offrire una sala cinematografica nel centro della città .

Esempi concreti:

G come Giovani

(Proposte: Centro Giovani modello “Piombino”, sala prove e sala conferenze).

L come Lavoro

Considerata la mole di lavoro nero e di contratti elusivi della normativa, che fanno precipitare in alcuni casi il lavoro stagionale in una sorta di moderno schiavismo, sarebbe opportuno predisporre un numero verde , gestito direttamente dagli uffici comunali, dove , mantenendo l’anonimato, possono essere portati all’attenzione casi di sfruttamento , in particolare del lavoro giovanile, cosicché l’ispettorato del lavoro possa incrementare i controlli sulle pratiche illegali.
Una città più giusta deve partire anche dal rispetto del lavoro dei propri giovani.

Favorire, di concerto con L’ufficio provinciale del lavoro, la creazione di una borsa provinciale e della Val di Cornia del lavoro da mettere on-line in tempo reale direttamente sul sito dell’amministrazione , così da poter organizzare un più veloce incontro tra domanda e offerta di posti di lavoro sul nostro territorio.

M come Mobilità alternativa
Chiusura del centro cittadino nella stagione estiva, obbligando , anche nella stagione invernale alle domeniche a piedi. Predisporre una dotazione di piccoli mezzi elettrici da affittare nella stagione estiva magari attraverso una convenzione con rivenditori e distributori di bici elettriche in modo da decongestionare il centro dal traffico veicolare favorendone la fruibilità pedonale.

Predisporre una rete di rastrelliere colorate per biclette in tutto il centro cittadino (anche ricorrendo alle sponsorizzazioni private) , così da incoraggiare l’uso della bicicletta.

Riproporre un piano integrato della mobilità che favorisca anche la realizzazione di parcheggi interrati in alcune aree del centro cittadino (piazza istria, mercato coperto) , ovvero in tutte quelle zone dove non furono previsti gli standard urbanistici adeguati nelle lottizzazioni degli anni 60 .
e
… M come “mettersi in proprio”

Proposte: 1. incubatore di imprese “ spin-off” collegati a brevetti universitari (modello navacchio) preferibilmente collegate alla green economy 2. corsi ai giovani di auto-imprenditorialità in particolare nel settore dei servizi collegati al turismo . 3. Incubatore delle professioni.

N come nautica (sociale )

P come Partecipazione

ma anche P come Patrimonio Comunale

Proposte: l’ingente patrimonio comunale è oggi allocato in modo inefficiente. Proposte: piano delle alienazioni aspettando le condizioni più favorevoli, permutando …

Scuola di Via Gorizia (Destinazione alberghiera)
Casa Comunale (Destinazione alberghiera?)
Scuola media ILVA (insediamenti abitativi ecosostenibili per giovani a prezzi convenzionati).
Scuola di Musica Via Argentarola (Turistico recettivo) .
Scuola di Via Buozzi (da valutare) …
Liceo Scientifico (destinazione commerciale o residenziale) .

con un’area moderna dentro al Parco Centrale che preveda un plesso scolastico e una nuova casa comunale più efficienti sul piano energetico e una nuova sala per la scuola di musica.

Con i proventi del piano delle alienazioni si potrebbe anche riqualificare la Torre dell’Orologio , facendola diventare la nuova sede del consiglio comunale e una sala per la città (piccole esposizioni, celebrazioni di matrimoni).

Realizzare un quartiere ecosostenibile nell’Ilva sul Modello Vauban a Freiburg in Germania ( http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/in-europa/vauban-quartiere-friburgo-sostenibilita-verde-013.html attraverso il recupero del patrimonio immobiliare esistente. In questo modo si avrebbe anche un recupero monetizzabile di oneri di urbanizzazione e si darebbe luogo ad un quartiere ecosostenibile nel centro della città . Tale idea di insediamento non va a consumare territorio, ma riqualifica un area che di sera sarebbe abbandonata a sacche di criminalità .

S come sole
Per quanto in Italia le fonti rinnovabili rappresentino ormai il 27,4% della produzione, va precisato che a Follonica le domande per le istallazioni di impianti superiori ai 20 kw di potenza pervenute agli uffici comunali sono prossime allo zero. La generazione di energia per un vasto raggio di utenze rappresenta dunque una rarità nel tessuto comunale cittadino. Considerata la scarsità di risorse finanziare e la stretta sul tetto dell’ indebitamento che i comuni hanno dovuto subire, abbiamo pensato di realizzare una cooperativa solare , sul modello già esistente dei comuni emiliani, dove il comune si fa promotore di un consorzio formato da cittdini e altri investitori, per realizzare investimenti di efficientazione energetica sui tetti pubblici della città, garantendo in controportita ai soci (cittadini) sconti sulla bolletta elettrica.

Esempio:

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/notizie/2011/ottobre/comunita-solare-locale

… ma anche S come solidarietà

T come Turismo sostenibile

In pochi hanno sentito parlare dell’ “albergo diffuso”. Si tratta n estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro. Certamente Follonica non è un borgo medievale, ma tale idea sviluppata in molte aree italiane può essere facilemente adattata alle estese urbanizzazioni di seconde case disabitate che insistono sul nostro territorio. L’idea è quella di stimolare una cooperativa o un consorzio di giovani a costutuirsi perché possano partecipare ad una gara per la gestione di una “albergo diffuso” , favorendo la stesura di un contratto con i proprietari delle seconde case che dovranno osservare una serie di standard comuni per la creazione di una serie di camere o posti letto che forniscano servizi in tutto simili a quelli di un albergo (lavanderia, colazione, ristorazione). L’azione dovrà essere portata avanti a 360 gradi, coinvolgendo tra i tanti le lavanderie della zona e i ristoratori. Questa iniziativa oltre a creare occupazione direattamente (amministrazione e gestione) è in grado di favorire un indotto di appalti che portano indubbie ricadute di ricchezza sul territorio cittadino, anche fuori stagione ( cooperative di pulizie, ristoratori , lavanderie, ecc …

U come Urbanistica intelligente

Stabilire il no assoluto ad ulteriore consumo di territorio , incendivando , mediante consistenti premi volumetrici, la riconversione, sostituzione e efficientazione energetica dell’attuale patrimonio edilizio esistenti. Il nuovo piano strutturale dovrà contenere una maggiore dotazione di appartamenti, che costituiscono gran parte della ricchezza cittadina, senza che si metta un solo mattone in più. Questo si può fare incentivando anche le divisioni di appartamenti riducendo la soglia minima fissata dall’attuale regolamento edilizio. Così si stimola il mercato dell’edilizia (rectius “bio-edilizia), bloccando il consumo di territorio e , contribuendo, alla creazione di nuova ricchezza immobiliare.

Vedi : http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=12889:edilizia-nuova-legge-con-bonus-volumetrici-in-abruzzo&catid=1:latest-news&Itemid=50

Le parole inattuali del Blog …

 

Questa la classifica delle parole digitate per trovare il mio blog. Al primo posto c’è il central park, al tredicesimo le intramontabili prostitute cittadine; al terzo c’è “speranza” digitata ben 394 volte e questo mi fa ben “sperare” per il futuro. Poi si trova IMU (107 volte) a dimostrazione delle preoccupazioni delle famiglie  sull’aumento della pressione fiscale. E poi c’è la parola “inattuale”,  quella del blog, mutuata da Nietzsche , che si riferisce all’importanza del sapere sognare una città e un territorio diversi, che attualmente non ci sono, ma che potremo realizzare con l’impegno. Infine, mi piace sottolineare la parola pragmatismo: questo blog nato è anche per suggerire soluzioni e percorsi concreti , “attuabili”, o che possono attuarsi,  per rendere l’inattuale un po’ più “attuale”. Per fare questo si deve cambiare classe dirigente, lo sostenevo in apertura di questo blog e lo sostengo con maggiore convinzione oggi , il 28.12.2012 … Tutti questi percorsi concreti sono sotto le parole “efficienza energetica”, “bioedilizia”, “regolamenti edilizi”, “distretti produttivi” “verdi”, “gestione dei rifiuti”, ecc… 

Insomma oltre alle prostitute in subafitto, possiamo ancora inventare e sperare. Perché l’inattuale si avvicini e possa rendere migliore e più felice questa nostra vita associata.

Nel frattempo, auguri “inattuali”  a tutti e
10.000! 

P.S: stavo per compiere il peccato mortale di non citare tra le parole di ricerca il mitico Piccolo Cineclub Tirreno .

 

central park                                                                                                 500

 
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La catena del ciclo dei rifiuti e altre fantastiche meraviglie …

 

Nella campagna elettorale del 2009, durante le primarie, scrissi un post su questo blog intitolato: “non inceneriranno le nostre idee”. Voglio essere chiaro con i pochi che hanno la pazienza di leggermi. Da quel post non ho cambiato assolutamente idea. Credevo allora, come oggi, della necessità urgente di cambiamento che deve interessare l’intero ciclo integrato. Un cambiamento di mentalità, di cultura del consumo, che deve investire noi quando andiamo a fare la spesa e deve anche passare da un atto d’obbligo della grande distribuzione a rinunciare agli imballaggi in polistirolo e plastiche non riciclabili (vedi le confezioni della carne) . Insomma si deve innanzitutto spendere meno e meglio. Dal Noi cittadini si deve poi – in questa catena – passare all’anello “Comune – Enti locali”. Cosa fa o cosa dovrebbe fare il comune? Il comune dovrebbe aumentare da oggi, da subito, i livelli di raccolta differenziata per arrivare alla soglia almeno dell’80% in città. Come? Con il porta a porta spinto. Lo fanno a San Francisco e lo possiamo fare anche noi, non ci sono scusanti. E se ci sono problemi di sostenibilità economica, perché COSECA è un carrozzone e chiede troppi soldi, allora ci si documenti e si veda qui 

. Il proponente del progetto europeo possiamo tranquillamente essere noi comune. La catena va avanti, perché le politiche integrate dei rifiuti non possono essere fatte da soli, bisogna quindi giocoforza organizzarsi su macro-aree. La provincia intesa come territorio – non come ente territoriale – dovrà dotarsi di impiantistica leggera per affrontare in modo efficiente il recupero e la commercializzazione delle materie prime seconde per coprire – in primis – il fabbisogno di riciclaggio (e non lo smaltimento, parola brutta e inopportuna) sul territorio. Come? Attraverso una norma tecnica da inserire nei propri piani provinciali. Se non lo facesse, per ipotesi, allora credo che i privati potrebbero facilmente organizzarsi in proprio; infatti l’art.182 della L.152/2006 (testo unico sull’ambiente) afferma a chiare lettere che le materie seconde da raccolta differenziata hanno libera circolazione sul territorio nazionale. Insomma, se proprio non siamo in grado di risolvere l’annoso problema di una pianificazione provinciale efficiente, i privati potrebbero comunque investire su queste tecnologie semplici e remunerative. L’ultimo anello sarebbero la regione e lo stato. Entrambi – nelle rispettive competenze – dovrebbero pianificare incentivi mirati (detassazione irap e irpef ad esempio) alle imprese che si occupano della valorizzazione della differenziata e tagliare – invece – i favori (di ogni genere) agli inceneritori, che sono un metodo medievale e dannoso per la salute dei cittadini. Basterebbe per esempio che Follonica, Grosseto e Massa-Marittima arrivassero all’80% di differenziata (si parla di 120 mila tonnellate di rifiuti totali circa – metà del totale provinciale -) per poter avviare il progetto “zero-waste” con la semplice aggiunta di una linea del secco a Strillaie. Ecco che alla fine della catena – pur non volendo parlare di inceneritore – mi è toccato nominarlo. Vorrei insomma che l’occupazione si costruisse a partire da questo presente e non dalla difesa ostinata del passato e di certi importanti investitori. Per far questo servono però tutti gli anelli.
Intanto facciamo che nessuno possa incenerire le nostre idee, oggi come allora.

La pagella

Per un po’ abbandono lo stile rigorosamente monografico dei post di questo blog per mettere insieme alcuni fatti interessanti di cronaca locale, nazionale e internazionale avvenuti i questi giorni.
Provo a dare una valutazione approssimativa ad alcuni eventi politici di queste settimane.

PIANO NUCLEARE: Voto zero (e se ci fossero i numeri negativi si andrebbe sotto). In piena apocalisse atomica (parole di Günther Oettinger) a Fukushima (per ora le autorità parlano di rischio 6 della scala INES), il Governo risponde nel modo più ottuso possibile: interrompere i contributi alle rinnovabili e andare avanti sul nucleare. Un nucleare cui basterebbero i soli costi incredibili di costruzione che la sicurezza degli impianti oggi imporrebbe e la notoria cialtroneria italiana, che non sa neanche gestire il ciclo dei rifiuti domestici (vedi Odifreddi), per far indietreggiare dal proposito anche il più spregiudicato degli investitori. Per giunta, senza un piano di lungo periodo sulla sulle innovabili, sulle smart grid (le reti intelligenti), l’innovazione tecnologica degli impianti e l’efficienza energetica come si fa nei paesi civili. L’altra grande stupidaggine pronunciata da esimi rappresentanti istituzionali sta nell’affermazione che il nucleare ci libererebbe da rapporti commerciali con dittature e paesi arabi politicamente instabili. Consiglio a Romani di guardare qui. .Insomma; bombardiamoli di sì al referendum di Giugno, ne va della salute dei nostri figli.
Consiglio: anche a Follonica ripartiamo col piano d’azione energetico e sulle rinnovabili, approvato dal Consiglio comunale più di un anno fa.

WI FI SULLE SPIAGGE: Voto 10. Ottima iniziativa della Giunta Provinciale amministrata da Marras per garantire a tutti il diritto di accesso ad internet ed aumentare la competitività dei servizi turistici; iniziativa resa possibile grazie ad una partnership con Zingaretti (il fratello di Montalbano).

LE PIAZZE D’EUROPA: Voto 10. Un’occasione per portare a Follonica (realtà sempre più importante in Provincia) i mercatini di prodotti tipici di qualità provenienti da tutta europa. Un evento in grado di far muovere sul territorio più di 10.000 visitatori, linfa vitale per i piccoli esercenti cittadini.

INCENERITORE: VOTO ZERO. Dopo la notizia di una partita di combustibile radioattivo e la relativa autodenuncia della società che detiene la proprietà dell’impianto, cresce la convinzione che quello è e rimarrà l’investimento più assurdo e irrazionale di questo territorio.

Alla fine lasciatemi manifestare l’orgoglio di essere italiano quando si fanno le cose per la collettività in modo intelligente come tanti piccoli enti locali fanno silenziosamente in tutta Italia. Non tutti gli italiani, fortunatamente, si identificano in quel modello debosciato e antropologicamente involuto rappresentato da alcuni autorevoli governanti.

Viva l’Italia e viva gli italiani!

Il giorno che morì il gatto a Raciti

Torno da un interessantissimo incontro dei giovani democratici pisani dal tema: le parole della sinistra. Anche se personalmente lo avrei chiamato” le parole dei democratici” – per citare le ispsissima verba di una rosi bindi in gran spolvero – mi sento di ringraziarli di cuore. Primo perché non è usuale organizzare una scuola di formazione dove si cerca di riflettere sulle parole. Secondo perché occasioni del genere stimolano il confronto con altre persone, facendoci uscire dalla spirale delle buche e della manutenzione delle strade – sempre siano lodate – per affrontare in fiumi di sana logorrea il grande tema dell’identità. C’era pure Civati, un po’ sottotono rispetto ai suoi standard e forse un po’ troppo ripiegato in un’ostilità preconcetta verso i giovani dalemiani. Quello che forse Pippo non ha capito è che non tutti lì rispondevano al cliché stereotipo del giovane-giacca a coste-occhiali a montatura robusta-aria da intellettuale radical chic-pariolino-arrogante e disprezzante tipico del format del giovane dalemiano e più in generale da pd romano. Chi invece è riuscito ad andare oltre il cliché, superando persino l’originale in leziosità e artificiosità del politichese, è Fausto Raciti, segretario nazionale dei GD. Sarebbe interessante approfondire questo giovane dai modi fumosi e dalla retorica meccanica – certamente pomposa – da vecchio esponente della gerontocrazia partitica. Scrivere una fenomenologia della sua ascesa al potere, fatta di linguaggio da Komintern e accondiscendenza verso l’establishment. Tuttavia nel blog di Marco Gentili si trova un altro modo di vedere la militanza politica, come nei molti giovani lì presenti. Un modo più visionario, aperto alla novità di sentieri inesplorati. La frase di Raciti “a me personalmente non è mai interessato il rinnovamento generazionale” sembrava ieri più diretta ai pochi delle segreterie che contano che ai tanti giovani che aveva davanti; quella generazione silenziosa desiderosa di dare una mano, costretta alla seconda fila, a causa anche di quelle persone che – per paura di infastidire – non si sono mai poste il problema.

Per saperne di più.