quasi come wittgenstein …

Riprendendo la famosa massima del filosofo austriaco, che diceva che “su tutto ciò di cui non si può parlare si deve stare zitti”, sui recenti fatti di cronaca che hanno attraversato il mio comune, penso che qualcosa vada invece detto; per informazione e trasparenza e per senso di responsabilità verso coloro che mi hanno votato tre anni fa e verso i lettori di questo modesto blog, qualcosa si deve appunto dire.
Sulla mozione del gruppo PD: come precisato sulla stampa locale, non c’era alcuna intenzione di sfiduciare il sindaco Baldi; la mozione non voleva essere un j’accuse ad personam, ma – al contrario – una richiesta di revisione generale della spesa pubblica corrente, comprese quelle alte indennità – oggi superflue – riservate ai ruoli apicali della amministrazione comunale; soprattutto in una fase in cui tutti – e in particolare le categorie più deboli – sono chiamati a rivedere in basso il proprio stile di vita – dove l’impresa turistica locale vede pesanti contrazioni del fatturato, dove la piccola impresa locale non riceve più una lira dalle banche, dove i giovani maremmani non sanno più dove sbattere la testa per trovare un lavoro, anche dequalificato, chiedere alla giunta e al sindaco con una mozione di regolare i rubinetti della spesa corrente e di riparare qualche tubo, mi pare assolutamente sacrosanto.
Non mi è piaciuto invece il riferimento – apparso sulla stampa locale – (corriere di maremma) ad un gruppo consiliare telecomandato e privo di personalità di spicco. L’affermazione la trovo offensiva prima di tutto nei miei confronti, che in questi tre anni ho cercato con fatica di trovare sintesi e – a volte anche la sintesi della sintesi – pur di disegnare un indirizzo quanto più unitario ad un gruppo di 12 persone più sindaco. Dopotutto questo è il lavoro di un gruppo politico; i leader megalomani e accentratori non servono a nessuno, soprattutto in un contesto dove le regole del gioco impongono il gioco di squadra. E poi chi telecomanderebbe chi? In vita mia mi hanno insegnato che l’obbedienza cieca non è una virtù, ma – anzi – un vizio pericoloso. Perciò continuerò ad analizzare criticamente e liberamente i fatti, rispedendo al mittente questo genere di accuse.
In questi tre anni ho avuto modo di affermare il mio pensiero rispetto ad alcune scelte che non sempre ho condiviso, ma non per questo ho mai messo in discussione un rapporto di fiducia con il Sindaco;
Infine sugli avvisi di garanzia, sui teoremi o meno della procura, preferisco tacere; in nome della separazione dei poteri e delle competenze, ma soprattutto in nome di quel principio di presunzione di innocenza che è fondamento irrinunciabile degli ordinamenti democratici e civili.

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