Riflessioni di un nottambulo

E un’altra volta è notte e scrivo, non so nemmeno io perché motivo, diceva il poeta Guccini. Eppure di motivi ce ne sarebbero eccome: analisi, riflessioni e considerazioni sui fatti mutevoli degli ultimi mesi. Partiamo dalle “good news”: ho ascoltato l’ultimo album di Sprigsteen e ne sono rimasto favorevolmente colpito;  wrecking Ball è un album di demolizione, come una palla di energia vitale si abbatte sulle costruzioni fittizie di un mondo dominato dai castelli di carta della finanza mondiale. Un mondo dove  finanziarie e banche da investimento hanno capitalizzazioni superiori agli stati nazionali e sono più forti nelle decisioni degli stati stessi. Che venga allora la wrecking ball a ripristinare un ordine mondiale ormai dominato da questo nuovo inafferrabile ospite inquietante. Un ospite che entra nei bilanci delle famiglie e degli stati, determinandone il destino. In questo colpo di palla da demolizione, ci metterei anche la classe politica inefficiente, lontana dai territori, rinchiusa da anni nei palazzi del potere, tra le fondazioni delle banche e le partecipate statali. L’ultima canzone dell’album si chiama “We are alive” e racconta della possibilità di ricreare un nuovo ordine di cose, ripartendo dalle infinite risorse e potenzialità che questo enorme sistema inefficiente e autoreferenziale sta ostacolando. Si tratta tuttavia degli ultimi colpi di coda. Le ultime amministrative hanno evidenziato una crescita dei movimenti civici, legati al territorio e un indebolimento complessivo del sistema partitico tradizionale. Se una rinascita ci sarà, questa partirà dai territori e dai temi dei territori, dalla raccolta differenziata alla gestione intelligente e produttiva dei rifiuti, dalla efficientazione del patrimonio immobiliare, alle nuove e sperimentali forme di partecipazione della cittadinanza (soprattutto del mondo giovanile). Insomma da un nuovo rinascimento civico.  Leggo positivamente la vittoria di Hollande, ma se l’austerità è un male, attenzione a ritornare (corsi e ricorsi) a politiche indiscriminate di spesa pubblica: le risorse sono limitate e non potremmo più permettercele. Il governo Monti dovrebbe – al contrario – stimolare la domanda economica di beni e servizi amici del pianeta, dalle rinnovabili alle detrazioni per gli interventi volti al risparmio energetico. Stessa cosa dovrebbero fare i comuni con i loro strumenti urbanistici. Siamo un po’ in ritardo ma possiamo ancora recuperare anche se non vedo una grande volontà in tal senso: i colossi Enel e Eni sono ancora troppo influenti nelle scelte strategiche nazionali dei governi. 

Chiudo qui i miei pensieri sparsi. La prossima puntata la dedicherò alle scelte del mio comune. 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...