parlando del naufragio del paese …


Oggi da Roma a Follonica con il treno regionale ho impiegato 4 ore e qualcosina, dalle 18.12 alle 22.15. Naturalmente sono arrivato con un altro treno, perché quello su cui viaggiavo era stato definitivamente messo al tappeto da un fantomatico cervo suicida. Alle 21.15 confidavo vanamente di poter essere qui per una riunione. Purtroppo- è brutto da dirsi – non sono i rari disastri marittimi il problema di questo paese, ma quelli che al contrario si ripetono nella quotidianità, nella routine, nella apparente normalità, come ad esempio una flotta di treni vecchia e non manutenuta che percorre con scarsa frequenza tratte ad alta densità di pendolari. L’amministratore delegato dice in un’intervista recente che si dovrebbero aumentare i contributi statali per chilometro, nonché far lievitare le tariffe. Il vero problema di questo paese è invece un’endemica incapacità a gestire le risorse in modo efficiente. Non ce la facciamo, è più forte di noi. E poi ci sarà sempre il debito, la mancanza di liquidità, il vento, la pioggia, le condizioni di salute non perfette e la sempre verde “forza maggiore” per cercare una scusa al mancato adempimento.
Insomma, più che la Concordia naufragata al Giglio, credo che l’immagine più calzante per descrivere il mio paese sia invece il treno abbattuto dal cervo suicida.

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