L’importanza di chiamarla democrazia

Chi amministra spesso non si rende conto di quanto sia importante il contatto con il proprio elettorato. E la stessa cosa accade al contrario: spesso l’elettorato non si rende conto di quanto sia importante parlare con chi amministra.
Per quanto i processi partecipativi vengano dai più intesi come specchietti per le allodole, per vendere una sbandierata e raffazzonata trasparenza, quando non addirittura cosa inutile e dispendiosa, questi strumenti sono invece importantissimi. E se partecipa soltanto la solita vecchietta o il solito pensionato rompiballe, perché organizzarli? Per comunicare, per includere, per responsabilizzare, anche una sola persona.
Un esempio pratico può essere il bilancio partecipativo che prevede l’affidamento della gestione di una piccola e simbolica parte del bilancio comunale a comitati organizzati di cittadini o scuole; la democrazia insomma come partecipazione concreta alle scelte per non sprecare il patrimonio di idee e originalità che molti hanno.
L’altra sera alla Colonia ho visto tanti cittadini volenterosi di esprimere la loro opinione sul futuro della struttura e la cosa mi ha fatto molto piacere.
Come dimostrano i recenti sondaggi, oltre l’80% dell’elettorato – udite udite anche nel pdl – ritiene le primarie il migliore strumento per selezionare la classe dirigente. Ci sarà pure una ragione?
Per motivare alla politica non serve solo l’inutile sfogatoio delle doglianze al politico di turno; è al contrario indispensabile favorire sistemi e luoghi dove incanalare le lamentele, per renderle idee, progetti, azioni, siano essi piazze o più in generale spazi della vita reale dei cittadini.
Anche solo per replicare alla solita usata e ridondante frase: “ci cercano soltanto al momento del voto”.

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  1. Francesco, più che rispondere all’ultimo tuo scritto su ”un Consigliere inattuale” vorrei sottoporti la mia personale percezione che ho sul contatto tra eletti ed elettori , riguardo al processo partecipativo “La casa sul mare. Un percorso partecipato per decidere le finalità di utilizzo della Colonia Marina .” Faccio parte del Comitato Colonia e per questo ho seguito tutte le fasi di questo processo fin dalla conferenza stampa di presentazione in cui emerse subito l’ambiguità dell’Amministrazione che non aveva chiarito che tale processo consiste “nel che cosa fare dentro la Colonia” e non “se la Colonia può essere venduta/se può essere gestita da un privato, pur restando di proprietà del Comune”. Atti dell’Amministrazione hanno già stabilito che la Colonia è “proprietà pubblica ad uso sociale”. Concetto fondamentale che è scritto anche nel programma elettorale, concetto che ha contribuito a portare voti a questa maggioranza. Tu sei un consigliere e sei anche uno dei garanti di maggioranza del processo partecipativo, quindi -tornando a quel contatto eletti ed elettori- sei la persona giusta per chiedere : Perché si agisce con tanta ambiguità? Questo gioco ambiguo si presta a tante letture. Il 4 aprile scorso si era riunita la terza commissione consiliare con la società Avanzi ed al termine il Presidente, verificato il regolamento, aveva chiesto al pubblico, che poi erano persone del Comitato Colonia, se riteneva di dover aggiungere qualche cosa. La cosa aggiunta fu la richiesta di una presa di posizione netta dell’Ammnistrazione su “proprietà pubblica ad uso sociale”. Come unico risultato c’è stato quello che durante l’Open Space Tecnology del 26 maggio persone del PD, (per la verità non so se parlavano a titolo personale o come partito di maggioranza), hanno avanzato la proposta di un uso turistico-recettivo con affitto di qualche decennio. Faccenda che, pur producendo reddito, toglierebbe la fruizione sociale della Colonia ai Follonichesi. Proposta legittima, ma scorrettissima politicamente Devi convenire con me che quando la maggioranza politica propone cose contrarie al programma elettorale si perde la fiducia anche nell’Istituzione. Tu scrivi che “spesso l’elettorato non si rende conto di quanto sia importante parlare con chi amministra”. Ma quando manca la chiarezza come si fa a non considerare inutile questo contatto?
    Il 10 giugno ci sarà l’ ultima fase del processo partecipativo, proprio pochi giorni, ma se c’è volontà, saranno sufficienti per chiarire definitivamente che l’Amministrazione, riguardo alla Colonia, attuerà il programma elettorale.

  2. Pingback: Le parole del Blog … | Un Consigliere Inattuale

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