Amici verdi, sed magis amica veritas …

Leggo oggi, con mio sommo sbigottimento, dato che il fine settimana controllo di rado la rassegna stampa, due interessanti notizie. La prima sul Corriere di Maremma
e l’altra – direttamente correlata – sul blog dei verdi follonichesi. Ora, ancorché ritenga il consigliere Sabatini persona valida e competente – so per certo che mai ha manifestato, né pubblicamente, né tantomeno privatamente, alcuna intenzione di candidarsi alla Presidenza del Consiglio Comunale; quindi, il secondo post dei cari amici verdi, che trae ragione dal fatto “Sabatini si candida” , va individuato come non valido nel suo contenuto o, perlomeno, scarsamente attendibile. Più nel dettaglio, il contenuto del post dei verdi, è di questo tipo: “il PD pensa solo a fare guerra di poltrone, disinteressandosi dei problemi della città”. Naturalmente, come ho sempre sostenuto, le formazioni sociali sono fatte da uomini, e tra gli uomini ci sono persone serie ed emeriti scemi; quindi quanto più il partito è grande, e se è al governo ancora peggio, tanto più aumentano le probabilità di imbattersi in persone che fanno uso della propria posizione per perseguire soltanto i propri interessi. Ma a me in questo momento non interessa discutere in astratto della questione morale, ma in concreto, cioé in riferimento alla precisa accusa fattami e fattaci dal portavoce locale dei verdi, in riferimento ad un presunto interesse alla poltroncina. Per sgombrare il campo da ogni equivoco a me della poltrona interessa relativamente. Non dico che non mi interessa affatto, perché mi metterei in fila con i tanti politicanti ipocriti che in pubblico sembrano San Francesco e in privato ordiscono le più sanguinolente trame pur di ottenere qualcosa. Io sono sincero e ammetto che dopo tanti anni di onorato impegno, potrei anche avere diritto ad un ruolo di maggiore responsabilità. Io al pari di tanti altri naturalmente. Tuttavia non ritengo questo ruolo di responsabilità un fine, ma al massimo uno strumento. Il fine per me è l’utile dei molti, che sarà meno poetico dell’aristotelico “bene comune”, ma in fondo più preciso e facilmente misurabile in concreto.
Quindi, cari Verdi, documentatevi meglio e non solo dalla stampa se volete esprimere in modo limpido e autentico e vostre posizioni.
In fondo, anche io non mi sono mai prostrato alla ragione del sindaco, del partito, di stato o di parastato, ma ho sempre pensato che il fine della mia seppur miserevole vita politica fosse l’utilità, il buon vivere o, meglio ancora, il miglioramento della qualità della vita dei molti, soprattutto dei più deboli.
Parafrasando Ammonio, maestro di Plotino, verrebbe da dire:
“amicus Sindacus vel Partitus, sed magis amica qualitas vitae omnium”.

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Una risposta

  1. Caro Francesco, nessuno si riferiva a te ne’ in questo post ne’ tantomeno in altri. Non ci permetteremmo mai di dire cose di cui non siamo a conoscenza ne’ tantomeno parlare di te in questo modo. Se abbiamo delle critiche da fare sono nei confronti del partito e di come si pone con supponenza verso gli altri. Non facciamo mai in proposito alle persone di tutta un’erba un fascio.

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