Lettera a Annarita Bramerini assessore, sul destino dei nostri rifiuti

rifiuti

Cara Anna Rita,

anche se ci conosciamo, mi presento. Sono Francesco De Luca e da circa 1 anno e mezzo sono capogruppo comunale follonichese  di quel partito a cui entrambi apparteniamo; da un po’ di tempo mi occupo di questioni ambientali sul mio territorio, altra cosa che peraltro ci accomuna e ci appartiene in senso affettivo, anche se da posizioni diverse. Leggendo attentamente il tuo articolo mi sono posto però alcune domande su cui riflettere, che qui di seguito provo a formulare.

Alcuni mesi fa noi consiglieri comunali abbiamo votato un atto di indirizzo che dava mandato alla giunta ad esplorare la fattibilità sul nostro territorio di un impianto di valorizzazione della differenziata sul modello Vedelago; la parola  “sul modello” non implica una richiesta di identità di dimensionamento (36.000 t/anno), che tuttavia sarebbe ampiamente in grado di soddisfare la domanda di riciclo della seconda città della provincia di Grosseto. Ma dove sta il problema? Il problema è uno e semplice: per arrivare a queste percentuali, il gestore ci chiede un aumento di quasi due milioni di euro per l’estensione del “porta a porta”. Aumento che il Comune di Follonica dovrebbe scaricare sulle spalle dei cittadini che pagano la tassa – peraltro già insostenibile – sui rifiuti urbani. Colgo allora l’occasione per chiederti se dal 2010 in poi quei venti milioni di euro per la differenziata ci saranno ancora e se la Regione è disponibile a destinarne parte anche a questa città, al fine di allentare il giogo della Tarsu e – contemporaneamente – di stimolare la raccolta differenziata. Poi c’è il problema della spada di Damocle della “Convenzione delle Strillaie”, alla cui revisione abbiamo più volte sollecitato la Provincia di Grosseto, e che di fatto condurrebbe un comune virtuoso (sopra il 60% di ru) a pagare 2 volte: al gestore dei rifiuti per la differenziata spinta e al gestore dell’impianto delle Strillaie per l’indifferenziato non prodotto.

Infine tu sollevi la questione Revet. Tu dici che Revet è meglio di Vedelago perché tratta più rifiuti. Qui avrei due ordini di obiezioni: la prima è di tipo qualitativo. Siamo sicuri che una maggiore quantità di rifiuti trattata significhi anche maggiore efficienza? Anche il PD nazionale ha riconosciuto il modello Vedelago come la tecnologia più avanzata nel campo della ottimizzazione della r.u spinta.  La seconda è di merito: perché mai la regione Toscana invece di gioire del fatto che un Comune della Provincia Grossetana, così povera di impiantistica, voglia diventare rifiuto-autosufficiente, si pone invece in contrasto e  favorisce il monopolio di un unico impianto, situato peraltro a 130 chilometri da Follonica e in provincia di Pisa?

Da persona intelligente e da bravo assessore quale sei, so che ci potrai dare risposta a questi nostri interrogativi, che sono gli stessi interrogativi del nostro comune popolo grossetano.

Con affetto

Francesco De Luca

 

 

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