5000 contatti e l’analfabetismo politico

 

5000 non sono pochi

Questo Blog – sin dalla sua nascita nel lontano gennaio 2009 –  è stato pensato per poter dare un taglio diverso, più analitico, e forse anche più soggettivo,  ai fatti di cronaca politica locale. L’intento era quello di offrire ai lettori un nuovo strumento per leggere e riflettere insieme sui problemi del nostro territorio, al di là delle semplificazioni – distorsioni – omissioni, molto spesso volute, della stampa locale. Un mezzo libero, insomma, che oltre alle mie modeste riflessioni, si proponeva di contribuire al dibattito pubblico, sapendo che il sonno delle argomentazioni genera mostri. I mostri di una politica fatta solo per fare carriera, come diceva Francesco Guccini; i mostri della superficialità del “tanto decidono sempre gli stessi”; i mostri della pigrizia intellettuale, del non voler approfondire, del non voler parlare di argomenti giudicati dai più noiosi e che invece sono parte fondamentale della nostra vita quotidiana. I mostri della solitudine nelle proprie stanze, dell’abbandono del territorio o dell’aperitivo il sabato sera come unica meta che ci fa sentire vivi. Malgrado questo,  spero che questo blog possa in qualche modo aver dato un seppur modesto contributo alla ricerca di un’alternativa possibile al pensiero unico ad una dimensione. Lascio una delle mie poesie preferite di Bertolt Brecht in dono ai lettori che in questi due anni hanno avuto la pazienza di leggermi e di compatirmi un po’ .

L’analfabeta politico

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertoldt Brecht

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