Non speculate sulla sottile linea gotica

bioedilizia

Prima di avviare una riflessioncina piccola piccola sulla necessità di costruire trans-Aurelia, vorrei porre da mezzo filosofo fallito quale sono una domanda concreta come il problema che sottende:

Come risolviamo il problema degli appartamenti sfitti d’inverno e come riusciamo ad abbassare il prezzo delle abitazioni a Follonica?

La domanda è aperta a tutti: dagli urbanisti visionari e benestanti, ai profeti utopisti della sinistra locale, dai proprietari di terreni in odore di rendita, ai giovani che cercano casa con i figli già nel passeggino e un lavoro precario, dal sindaco di Follonica, all’albergatore che vorrebbe trasformare la sua attività in appartamenti o CAV, dal PdL locale al PD.

Io c’ho provato a fare una riflessione sul limite kantiano della ragione chiamato “Aurelia”. C’ho provato coprendo le mie convinzioni con un velo e sospendendo ogni inclinazione passionale o incrostazione ideologica residua, fino al punto di sospendere la mia carica di consigliere capogruppo al comune di Follonica. Questo simbolico “strip-tease” lo faccio prima di tutto per capire la questione e per cercare di offrire ai lettori del blog – e a me stesso – una risposta appena convincente nel merito. Dunque. La questione “Oltre Aurelia not in my name”, fin dalla prima infanzia, quando giocavo innocente tra gli ulivi delle attuali lottizzazioni Peep, è sempre stata uno degli argomenti più sentiti dalla sinistra locale fino a diventarne quasi l’argomento identitario per eccellenza. Si era di sinistra se si diceva no alle case al di là della strada statale, al pari  della protesta contro i tagli alla scuola, l’insegnamento autoritario, i salari bassi degli operai o i test nucleari di Chirac a Mururoa. C’erano cose di sinistra che rappresentavano assunti categorici dell’etica, dogmi alti come colonnati, su cui nessuno poteva neanche per scherzo opinare, a pena di essere tacciato come un fascista speculatore. Ciò che invece mi accingo a fare, da uomo di sinistra, cresciuto nella cultura della sinistra liberale, è prendere a colpi di martello alcune convinzioni per stabilirne la loro bontà o la loro inconsistenza. Riprendo la domanda iniziale: come si abbassano i prezzi degli appartamenti? Risposta n.1 : a Follonica metà del patrimonio edilizio è sfitta per almeno 9 mesi (9000 appartamenti). Domanda: ma di chi sono questi fantomatici appartamenti.Risposta n.2: bisognerebbe fare una mappatura seria, ma a occhio penso di proprietari follonichesi possidenti e di villeggianti estivi (senesi, fiorentini). Domanda: hanno loro interesse ad affittare a giovani coppie a basso reddito a prezzi umani (anche con aiuti comunali) durante l’inverno? Risposta n.3: ritengo di no perché fare contratti regolari significa impegnare  l’appartamento per ben 8 anni e quindi sacrificare la vacanza estiva con l’ombrellone sulla spiaggia cara ai Baustelle. Considerate buone le conclusioni di questo piccolo dialogo, la domanda iniziale si ripropone in tutta la sua forza e concretezza: quali altre soluzioni ci sono? E non mi rispondente – vi prego – con altri argomenti come il consumo di territorio: state al tema iniziale. Il rebus è sottile e complesso e mette in gioco molte certezze identitarie. Mi chiedo – infine – è più di sinistra mantenere l’assetto attuale con appartamenti che costano 5 mila euro al metro quadrato? Se si arriva (e ripeto che dovrà essere l’ultima ratio e non prevista dal programma elettorale) a mettere  abitazioni al di là della strada, si dovrà tenere conto di tre fattori fondamentali: l’impronta estetica (materiali da costruzione in primis), l’impronta ambientale (consumo di suolo, allaccio alle fogne, carico urbanistico, emissioni di Co2) e l’impronta solidale (edilizia convenzionata o sovvenzionata) … Ora se questo fosse possibile (ultima ratio ma pensiamoci), l’Aurelia Vecchia si trasformerebbe in tangenziale di scorrimento cittadina.

Comunque so che anche l’azzardare un simile ragionamento, mi attirerà molte critiche da molti amici: tuttavia a chi mi criticherà, voglio solo che per 5 minuti rifletta sulla prima domanda, che – implacabile – come una spada di Damocle –  pende sul nostro futuro.

Con buona pace dell’ippodromo e dei suoi derivati ….

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Una risposta

  1. Francesco, apprezzo molto i tuoi ragionamenti e li trovo sicuramente fondati. ti rispondo e ti propongo ulteriori spunti di riflessione. innanzitutto ti invito a pensare a quello che è un dogma per tutto il mondo progresista e non solo quello di sinistra o fondamentalista : il principio di sostenibilità. quando iniziammo a parlare del limite Aurelia era il periodo di Bonifazi 2 e anche nel pds di allora trovammo, come Verdi, terreno fertile perchè tutta la città era veramente stanca di cemento, perchè come dici anche te, 9000 appartamenti sfitti ( a quel tempo forse erano un poco meno) erano davvero troppi. avevamo consentito che interi quartieri fossero sorti contro ogni logica se non quella della mera speculazione edilizia. per troppi anni i piani regolatori vennero fatti a tavolino dai soliti noti. arrivarono Salciaina e il sacco di pratoranieri, insieme (meno male) alle 167. era ora di finirla. consentire di costruire aldilà dell’aurelia avrebbe finito il nostro territorio contro ogni logica : un mare di abitazioni in un deserto di abitanti. ancora oggi siamo i “soliti” 21700 abitanti di parecchi anni fa. costruire in Valle avrebbe voluto dire avere abitazioni immediatamente vicine al parco di Montioni, e credo non esista in Europa un esempio di parco confinante immediatamente con le case. si doveva trovare un sistema per incentivare il mercato degli affitti, ma è vero che è difficile spingere i proprietari di seconde o terze case ad affittare tutto l’anno quando ricavano di più in soli due o tre mesi, preferibilmente al nero. questo sarebbe e dovrebbe essere uno degli obietivi da perseguire per agevolare la possibilità di affittare tutto l’anno: fare dei controlli serrati sugli appartamenti affittati per verificare se il reddito viene dichiarato. ma purtroppo non mi risulta che vengano effettuati controlli seri o nemmeno poco seri. oggi, devo dire, qualcosa si trova sul mercato degli affitti. cereto non a 200 o 300 euro, ma il mercato offre delle occasioni a circa 600-700 euro secondo il tipo di abitazione e secondo la zona. io credo che purtroppo la difficoltà per chi non ha reddito sarebbe la stessa se avessimo costruzioni aldilà dell’aurelia. quindi il discorso si farebbe più complesso. ti faccio una domanda: ma non sarebbe possibile prevedere una quota di abitazioni ad affitto controllato nei nuovi quartieri che saranno costruiti grazie al nuovo RU ? mi sembra che già ci sia qualcosa del genere nella 167 est ai confini di Cassarello. come mi sembra che abitazioni ne verranno costruite abbastanza. domanda: non è possibile intervenire sui proprietari per avre dei prezzi “umani” e non la solita speculazione ? perchè consentimi, trasformare terreni agricoli in edificabili è già un bel vantaggio e l’amministrazione potrebbe casomai avere una sorta di indirizzo su come costruire e a quanto mettere in vendita. concludo: io non credo che costruire aldilà dell’Aurelia sia un tabù illogico. si tratta di capire cosa vogliamo fare del nostro territorio. alberghi aldilà ? che senso ha ? aumentare ancora il numero dei tutristi che vengono d’estate ? dove li mettiamo? Follonica soffre già tantissimo quelli che ci sono ora, figuriamoci ancora altri. dovremmo prendere la spiaggia in prestito da qualche altro comune. allora sarebbe forse meglio lavorare per l’allungamento della stagione e consentire che il turismo si spalmi in un periodo più lungo dei due o tre mesi d’estate. un saluto

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