Del Central Park- o Parco Centrale – per chi non mastica l’inglese

Premetto che sono tra coloro che ritengono nel merito questo progetto “Parco Centrale” migliore del precedente, pur non avendo mai avuto affiliazione con la massoneria o con le forze plutoborghesi (sono figlio di un pensionato e nipote di minatori), ma per altri motivi che provo a sintetizzare qui sotto:

1. Il punto principale è un elemento pregiudiziale di legalità e trasparenza amministrativa: Byrne ha vinto non perché è stato scelto discrezionalmente da un politico locale, ma a seguito di  gara europea con un bando regionale (grazie al cielo c’è l’Europa); pertanto Cervellati ha perso perché in base a un calcolo matematico previsto dalla normativa sugli appalti, aveva un punteggio inferiore. Mettere in dubbio questo implica andare da un magistrato e provare il reato.

2. Il secondo punto è di merito (e su questo si può aprire il dibattito sul piano politico): il progetto precedente prevedeva una superficie di 30.000 mq contro quello attuale che ne prevede 50.000 mq. Il progetto Cervellati prevedeva un cavalcavia in calcestruzzo con atterraggio nel parco della Rimembranza (meno 20 alberi, a proposito di alberi). Il progetto precedente prevedeva oltre 2000 mq di strutture in cemento, mentre quello attuale ne prevede 1 decimo e in materiali leggeri (legno). Con questo progetto ci sarà la piantumazione ex novo di oltre 1000 alberi ( sempre a proposito di alberi). Il progetto Cervellati costava il doppio. Il solo parcheggio interrato con tetto sporgente sul parco costa circa 3 milioni di euro).

3. Il terzo punto è di merito (e su questo si può aprire un dibattito sul piano culturale).  Io ritengo l’architettura razionalista e funzionalista migliore di quella della “memoria museale” a tutti i costi. Per l’idea di bello che ho io (ma questo è opinabilissimo), le tracce del passato devono essere subordinate alla fruibilità e alla eco-compatibilità. Non capisco sinceramente chi si ostina a difendere i muri perimetrali dell’ippodromo o l’ellisse della pista perché altrimenti si cancellano le tracce del passato. La memoria di un impianto dove correvano i cavalli e si facevano scommesse per me non deve compromettere la nascita di un’opera diversa nella morfologia e nella funzione. Conservare a tutti i costi ogni minima traccia del passato è per me sbagliato.

4. Sulle criticità sollevate, in particolare la strada,  ricordo che la delibera del Piano è ancora in fase di adozione e ancora osservabile per un’altra settimana ancora. A mio avviso tuttavia una strada a servizio del campus scolastico futuro è quantomeno necessaria per ridurre flussi di traffico sulla Massetana. In comune è comunque disponibile uno studio sui flussi di traffico col nuovo scenario realizzato dal dipartimento di ingegneria civile di Pisa.

Infine, riguardo alla pista ciclabile sulla Gora, si potrebbe trovare una soluzione prevedendo un piccolo sottopasso sotto la pista ciclabile.

Il dialogo è sempre lo strumento più idoneo a trovare soluzioni comuni. Su questo sono d’accordo con chi dice che il processo partecipativo non è stato avviato in modo adeguato; ma purtroppo i tempi stabiliti dal bando non permettevano grandi margini di manovra in merito …

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