Il verde speranza follonichese e la città del futuro

E’ notizia di questi giorni che la green economy l’unico settore attuale – in un contesto di crisi mondiale –  in grado di generare occupazione. A questo proposito, parto da una constatazione di fatto: l’indotto economico principale di Follonica (70%) deriva dal comparto edilizio. In ragione di questo monocromatismo economico, le cooperative di costruttori hanno prosperato, riponendo le loro prospettive di guadagno in un mercato in continua espansione, come l’universo. Tuttavia sappiamo altre due cose fondamentali: da un lato che il territorio Follonichese, e questo è argomento molto discusso in questi giorni che ci separano dall’adozione del regolamento urbanistico, è un territorio saturo e limitato nella sua espansione dalla linea Gotica chiamata Aurelia; dall’altro che la crisi economica e l’alto costo dei terreni, sta pregiudicando lo stesso settore edilizio.  Ora date queste premesse, si deve necessariamente ragionare in modo pragmatico e scevro da pregiudizi sul destino di questo settore, tenendo tuttavia presenti l’ambiente e il consumo di territorio. Il nostro ecosistema pedecollinare, secondo me, non può e non deve essere sottoposto ad una colata devastante di calcestruzzo. Il danno ambientale infatti che tale materiale infonde al territorio non può di certo essere ripagato né dalla riscossione di oneri concessori da parte dell’amministrazione, né dall’indotto lavorativo tanto sbandierato dai costruttori. Ora la situazione è la seguente e il bivio è determinato dalla contingenza storica:  o si bloccano le costruzioni e si crea uno stallo, o si interviene in modo eco-sostenibile  e si incrementa un mercato delle nuove costruzioni basato su livelli alti di efficienza energetica e di bio-compatibilità. C’è di più: il mercato dell’edilizia non può svilupparsi soltanto sulle nuove costruzioni, ancorché verdi e bio-compatibili, ma deve necessariamente porre attenzione alla riqualificazione degli immobili esistenti. Io personalmente non credo al tabù dell’Aurelia, ma non sono neanche convinto che un’espansione di cemento armato indiscriminata verso nord possa rappresentare un bene per la nostra città. Allora proviamo a tracciare alcuni limiti di espansione oltre la linea  che possano essere compatibili con il territorio con un elenco: 1. criterio del rispetto ambientale e dell’efficienza energetica (tutti gli appartamenti dovranno essere obbligati a pena di sanzioni  a dotarsi da pannelli per il solare termico e elettrico, del geotermico a bassa entalpia, di vernici biocompatibili, di parcheggi delle auto ridotti a zero). 2. Criterio della vocazione turistica del territorio (limitare le concessioni ai soli alberghi o strutture per il turismo giovanile gestite da cooperative di giovani). 3. Criterio della precedenza delle riqualificazioni dell’esistente al di qua dell’Aurelia (esempio aumentare il sistema premiante attraverso la diminuzione degli  oneri concessori proporzionalmente al livello di efficienza energetica raggiunto dal fabbricato riqualificato oltre il limite del 50% e fino al 75%)  sulle nuove costruzioni. 5. Criterio estetico dell’integrazione paesaggistica (usare il legno e la pietra anziché il calcestruzzo). 6. Criterio del consumo minimo di territorio (limitare l’espansione ad un numero massimo di volume predefinito dal piano strutturale). Se si crea un quartiere sperimentale modello Vauban a Freiburg, dove si impiegano  materiali da costruzione recuperati e si stabiliscono i limiti detti sopra, allora si produce sviluppo economico, non si uccide il settore e si diminuiscono le emissioni; a queste condizioni io mi spoglierei dei pregiudizi infondati e immotivati e scavalcherei il limite.

Lascio ai commenti il contributo fattivo su quanto detto.

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  1. L’idea a Follonica – da sottoporre all’esame delle commissioni competenti – si basa sulla volontà dell’amministrazione di dotarsi di un regolamento energetico a breve. In questa sede sarebbe interessante introdurre un articolo dove, a fronte degli interventi di riqualificazione energetica certificati degli immobili esistenti, si rilascia una concessione proporzionale di cubatura al di là dell’aurelia.
    Una condizione sospensiva in grado di controllare il bilancio ambientale e l’emissione di gas serra. Esempio stupido: se a Follonica vengono riqualificati almeno 10 edifici (con un consumo di 10 kwh per mq) allora si sblocca la concessione di cubatura proporzionalmente all’energia risparmiata al di là dell’aurelia, da definirsi con una variante al piano strutturale e tenendo presenti i limiti sopra esposti.

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