Delle mie fissazioni e delle mie credenze 1 (il fotovoltaico) .

Oggi al mare ho incontrato una persona. Questa persona – che per ragioni di riservatezza chiamerò Mario – sollevava nei miei confronti perplessità riguardo ad una mia presunta indecifrabilità e farraginosità di pensiero. Insomma voleva dirmi che rendo le cose troppo pesanti e complicate, quando invece la vita è semplice, leggera e – a volte –  anche felicemente frivola.  Siccome mi ritengo estremamente frivolo e svogliato, da un lato mi ha fatto anche piacere questa affermazione. Ma da solo un lato. Infatti, oltre ad essere frivolo e svogliato, sono anche permaloso. Un brutto dato spigoloso del carattere che mi trascino – anche se in modi più tenui e smussati – fin dall’infanzia. La mia complicazione è data da varie ragioni che riassumerei in: infanzia difficile, complessità dei problemi da riflettere, senso di inadeguadezza maniacale di fronte a questa complessità. Allora, per soddisfare l’incredibile bisogno di semplicità e concretezza di Mario – e inconsciamente anche il mio – proverò a confrontarmi con una delle mie credenze o fissazioni, che ritengo indispensabili per lo sviluppo futuro della felicità collettiva: le fonti energetiche rinnovabili e , nello specifico, il fotovoltaico. Lasciatemi quindi essere chiaro e concreto. Tale forma di approvvigionamento energetico, rimane a per Follonica una realtà sconosciuta, nonostante il suo rapido sviluppo non solo nel Nord Europa, ma anche’Italia meridionale. Oggi, girovagando per la rete, ho scoperto che, se si ragiona in modo intelligente, invece di perdere tempo a dare valutazioni personali sul conto di altre persone, il Comune di Follonica può ottenere un guadagno ingente dall’investimento sulla  riconversione energetica. E non solo un guadagno ambientale, ma anche e soprattutto un guadagno economico. Allora lasciatemi essere ancora più concreto, pignolo e dettagliato. Con i panelli semi-integrati, installati sui tetti delle nostre abitazioni,  produciamo 3 Kw di potenza –  sufficienti per il fabbisogno di una normale utenza domestica –  per un totale di 4200 Kw/h all’anno. Lo Stato, con decreto del ministero delle Attività Produttive e per conto del GSE (gestore dei servizi elettrici), ci dà per 20 anni, un contributo di 0,44 centesimi per kilowattora. Facendo una semplice moltiplicazione, otteniamo che il GSE paga all’utente 1848 € all’anno. Se in più ci mettiamo il risparmio derivante dall’autoproduzione dell’energia elettrica che oggi costa circa 0,18 € al kilowattora, allora si ha un risparmio in bolletta di altre 758 €. Si ha quindi un risparmio totale di circa 2000 € l’anno. Insomma in circa 7-8 anni si ha l’ammortmento dell’investimento fatto. Se poi si fa un salto a visitare il sito di banca etica (http://www.bancaetica.it/Gallery/File/fotovoltaico/SimulazioniDiInvestimento.pdf), si può trovare un finanziamento appositamente tagliato per questo tipo di investimento. In sostanza, nel centro Italia, tenendo conto dell’efficienza energetica dei pannelli e del tasso di irraggiamento solare, si può arrivare a guadagnare, in base all’esempio sopra prospettato, circa 196 € all’anno, se si sceglie un mutuo di 15 anni.

La mia domanda, da persona confusa e farraginosa  e anche un po’ inaffidabile quale sono è: “e se lo facesse il Comune di Follonica l’investimento, attraverso una banca (meglio se di credito cooperativo o etica), quanto potrebbe guadagnare in proporzione?” E quanti posti di lavoro potrebbe distribuire ai vari manutentori, fornitori di inverter,  produttori e rivenditori di pannelli e di componentistica? E se in più favorisse l’informazione su questi investimenti attraverso un servizio permanente di consulenza fatto da personale altamente qualificato, creando uno Sportello Energia funzionante? Se agli operatori del settore si dicesse questo, forse la città comincerebbe a cambiare e sarebbe non solo più concreta e meno farraginosa, ma anche più pulita e più ricca.

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  1. A parte che non credo alle iniziative imprenditoriali fatte dal pubblico, mi basterebbe che perlomeno non andasse contro chi vuole investire nel solare con burocrazia e richieste stupide che tra l’altro sono diverse da Comune a Comune.
    Per esempio se vuoi fare una pensilina fotovoltaica car-porter (per intenderci per metterci sotto delle auto) in una casa di campagna, oltre a contarti la volumetria come se fosse un annesso, a Follonica non lo gradiscono perche’ considerano migliori i pannelli installati a terra, invece a Massa Marittima e’ il contrario!
    Ma come fa uno ad essere motivato nell’investire quando i tecnici dei Comuni sono i primi a mettterti i bastoni fra le ruote?

  2. Bene, hai trovato un argomento forte su cui costruire un progetto politico, altamente innovativo e di grande respiro. Penso non solo alla sua indubbia utilità, ma anche alle sinergie che produrrà con il mondo delle imprese e delle professioni. Utilità e sinergie sono l’anticamera del consenso politico e di questo sai quanto abbiamo bisogno.
    Per il resto concordo con Mario 😛

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