Il posto delle fragole

 

 

Tenterà un breve excursus sulla lingua usata nei partiti e sul significato traslato che molti termini di uso comune assumono se usati in questo contesto.  Faccio un esempio. il termine notabile,  è una parola che già non mi piace, ma con l’aggiunta di “partito”, allora sì che si che diventa un inno alla morte civile.Se si assume, come è ragionevole assumere, che il partito sia un microcosmo sociale, separato e autoreferenziale, allora si deve dare per certa l’esistenza di una lingua parallela. Provo a fare un piccolo elenco delle parole che più odio, attingendo dai barbarismi di questa neo lingua tecnocratica: linea politica, dare un assetto startegico, mediazione valorizzante le varie anime interne (neanche si fosse in paradiso), funzionario, alleanze programmatiche, gestione e guida dei processi, organizzare il consenso. Immaginiamoci due amici per la strada per la strada che dialoghino dicendo:

“Oggi è necessario che si abbia una linea politica in grado di dare un assetto strategico in termini di alleanze programmatiche….” Hai ragione, ma si deve anche favorire alcuni processi e gestirne altri se si vuole organizzare correttamente il consenso e proteggerci dalle rivendicazioni di alcune anime interne. sai, anche loro dovranno essere valorizzate … 

Se arrivasse un’astronave da Alfacentauri farebbe davvero fatica a capire il livello di sviluppo di un linguaggio così complesso e allusivo, adatto ad essere compreso soltanto da poche persone elette. In realtà , questo linguaggio nebbioso e sibillino, nasconde un significato semplice come la storia più turpe e amorale dell’essere umano: la sua realizzazione individuale a discapito del gruppo e della società in cui vive. Il linguaggio così serve a farsi scudo, a proteggere gerarchie consolidate dal tempo o dalla fortuna, ma sicuramente non a promuovere lo sviluppo sociale, né la meritocrazia. 

E allora come diceva Nietzsche  prendiamo il linguaggio a “colpi di martello” e sveliamo la verità cruda e drammatica. Solo così ci riapproprieremo di un linguaggio a misura di cittadino e di uomo e  – finalmente – torneremo a sentire il sapore della ciliegia, di un pasto condiviso, dell’erba e delle fragole, dell’amicizia e del progetto di società nuova.

L’uomo mai potrà essere un funzionario, perché non è in funzione di nulla, se non della promozione di un’umanità migliore. Troppo utopistico??

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