LA CONCRETEZZA FOTOVOLTAICA (ovvero come generare ricchezza dal sole)

sole

Sullo sfondo del mio Mac leggo 15 Gennaio 2009. Meno 1 mese alle primarie. Come un mantra per me, mi accingo a scrivere le mie povere riflessioni. In anticipo sull’argomento, ringrazio alcuni amici per le loro puntualizzazioni sulla puntata precedente: la loro lettura attenta e puntuale mi rallegra. Nella giornata di oggi mi sono venuti alcuni scrupoli di concretezza, che – qui di seguito – cercherò di offrire alla vostra attenzione. La domanda che mi sono posto è la seguente: dato che il bilancio annuale del Comune è limitato, come si può intervenire “concretamente” per liberare risorse? Here comes the sun. Guardando in alto si scopre la via. Una via rinnovabile, almeno per le prossime generazioni, ricchezza per gli operatori turistici d’estate, piacere per i vacanzieri, ma ancora non sfruttata in termini economici. Il sole. Se il Comune diventasse “produttore”, attraverso la gestione unitaria di una società “in house” o (sogno mio) privata ad azionariato diffuso (ognuno degli utenti compra una o più azioni), si renderebbe il Comune di Follonica più ricco e più pulito, più etico e più responsabile. Tutto ciò naturalmente mediante una gestione trasparente (o accountable Governance come direbbe il mio amico Vatiero), per evitare che diventi il solito carrozzone affetto da una schiera di assunzioni clientelari e nepotistiche. Con il conto energia riceviamo gli incentivi statali per i parchi fotovoltaici a terra e sui tetti dei capannoni (vedi zona industrale). Ci sono esempi virtuosi in molti comuni italiani. L’altra via per liberare risorse si nasconde dietro la parola “efficienza energetica”. Per fare questo ci sono delle società che si chiamano ESCO Energy service companies, che si occupano, con il metodo dell’affidamento a terzi, di fare risparmiare al comune energia, mediante la predisposizione di un piano di risparmio. L’operazione di affidamento alla società è a costo zero: infatti la società recupererà l’investimento soltanto con una parte del costo dell’energia fatto risparmiare al Comune. Solo liberando risorse si fanno le politiche sociali, si riparano strade e marciapiedi, si investe in cultura e turismo. Spero di aver colmato, anche se in parte, i miei scrupoli di concretezza. Alla prossima puntata. Francesco

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